Le sigle e i formati
Che cosa vuol dire FDC, perché la stessa moneta costa quattro euro o quaranta, e come si chiama altrove la stessa qualità.
Su ogni scheda del catalogo una riga come Divisionale ufficiale - PROOF - A D F G J dice tre cose in poche lettere: com'è stata coniata la moneta, in che confezione è stata venduta e in quali officine. Sono le tre informazioni che spostano il prezzo più di ogni altra, e quasi tutte le sigle vengono dal francese o dall'inglese. Qui ci sono tutte, con quante monete del catalogo le usano.
Come è stata coniata
Non è lo stato di conservazione: è il modo in cui la Zecca l'ha battuta, e si decide prima che la moneta esista.
Fior di conio, in sigla FDC, dal francese fleur de coin. È la moneta appena uscita dal conio, mai passata di mano: fondo opaco e rilievi pieni. Sono FDC anche i pezzi presi dal rotolino, che non hanno mai circolato pur essendo monete di circolazione.
Fondo specchio, in inglese proof. Conio speciale, tondello lucidato a specchio e rilievi satinati, battuto due o tre volte a bassa velocità. Tirature basse e prezzo di emissione alto: è la versione che le zecche fanno per i collezionisti, non per il commercio.
Brilliant Uncirculated, sigla BU. Sta in mezzo: coniata con cura maggiore del fior di conio ordinario ma senza lo specchio del proof. È la qualità delle coincard e di molti folder.
Reverse Proof. Il proof al contrario: fondo satinato e rilievi a specchio. Rarissima sulle 2 euro, la usano poche emissioni celebrative.
Come è stata venduta
La stessa moneta cambia prezzo secondo quello che le sta intorno: è qui che una 2 euro passa dal nominale a qualche decina.
Divisionale ufficiale. La serie annuale completa, dal centesimo ai 2 euro, in cui la commemorativa è una delle otto monete. Si vende intera: la commemorativa che ne esce ha una tiratura tutta sua, ma non un prezzo suo.
Sfusa. La moneta e basta, senza niente intorno. È quella che si trova nel resto e quella che si compra a pezzo singolo: vale il nominale se ha circolato, qualcosa in più se è fior di conio da rotolino.
Coincard. Cartoncino illustrato con la moneta in una finestrella di plastica sigillata. Formato da regalo, tiratura dichiarata: aprirla azzera il sovrapprezzo, perché quello che si paga è l'insieme.
Cofanetto. Astuccio rigido, spesso con certificato numerato. È la confezione del fondo specchio: la si compra dalla zecca e quasi sempre non si apre.
Folder. Cartella pieghevole con la moneta e qualche pagina sull'emissione. Più grande della coincard e di solito con tiratura più alta.
Altro. Confezioni che non rientrano nelle precedenti: buste filateliche, cofanetti congiunti fra due paesi, formati fatti una volta sola.
Capsula. Custodia tonda trasparente, senza cartoncino né certificato. Protegge la moneta ma da sola aggiunge poco al valore.
Rotolino. Il tubo da venticinque pezzi che la zecca distribuisce alle banche. Sigillato vale più della somma delle monete; aperto, restano venticinque fior di conio.
Com'è ridotta adesso
La conservazione non è la qualità di conio, anche se tre sigle si somigliano: la qualità la decide la Zecca prima che la moneta esista, la conservazione dice com'è quella che hai in mano.
Circolata. È passata di mano: rilievi consumati, graffi, fondo opaco. Su una 2 euro commemorativa quasi sempre vuol dire che vale il nominale, con l'eccezione delle poche emissioni davvero rare, dove anche una circolata si vende.
Fior di conio, in inglese UNC da uncirculated. Mai passata di mano: viene dal rotolino, dalla divisionale o da una confezione aperta. Rilievi pieni e nessun segno d'uso, anche se può avere i piccoli graffi di contatto che le monete si fanno fra loro nel sacchetto.
BU. Una moneta nata BU e rimasta come era: fondo brillante e nessun segno. Se è stata tolta dalla sua confezione e maneggiata, non è più BU anche se lo era all'origine.
Fondo specchio. Lo specchio è la parte più delicata di una moneta: basta un'impronta per rovinarlo, e non si pulisce. Una proof conservata proof è una proof che nessuno ha mai toccato con le dita.
Reverse Proof. Vale la stessa regola del fondo specchio, sui rilievi invece che sul fondo.
Le stesse sigle in altre lingue
Chi compra dal negozio di una zecca straniera trova la stessa qualità chiamata in un altro modo. Sono queste tre le sigle che si incontrano.
Fior di conio in italiano, UNC (uncirculated) in inglese, FDC anche in francese perché la sigla viene proprio da lì (fleur de coin), ST o Stempelglanz in tedesco, «lucentezza di conio».
Fondo specchio in italiano, proof in inglese, BE (belle épreuve) sul sito della Monnaie de Paris, PP (Polierte Platte, «lastra lucidata») su quello tedesco. Le parole francese e tedesca dicono la stessa cosa: il conio e il tondello vengono lucidati, ed è da quella lucidatura che nasce lo specchio.
La sigla è la stessa ma le parole cambiano: in inglese Brilliant Uncirculated, alla Monnaie de Paris Brillant Universel. Indicano la stessa lavorazione, e per fortuna anche lo stesso prezzo di fascia: è l'unica sigla che non tradisce chi compra all'estero.
Le parole che tornano
Il lato che ogni paese disegna come vuole, e l'unico che cambia da una commemorativa all'altra. Nel catalogo la fotografia è sempre questa.
Il lato comune, uguale su tutte le 2 euro dell'area euro: la mappa d'Europa e il valore. Non si fotografa perché non distingue niente.
Quanti pezzi sono stati fatti. Attenzione: il numero autorizzato dalla Banca centrale europea, quello davvero coniato e quello messo in circolazione sono tre cifre diverse, e spesso vengono confuse.
La lettera o il simbolo che dice quale officina ha battuto quel pezzo. In Germania sono cinque - A, D, F, G, J - e la stessa emissione esiste in cinque versioni con tirature diverse.
L'incisione sul taglio della moneta, fissata per legge e uguale su tutte le 2 euro di quel paese. È il controllo più veloce contro i falsi: un bordo che non corrisponde al paese della faccia chiude la questione.
Le volte in cui tutta l'area euro ha battuto lo stesso soggetto nello stesso anno. Il disegno è uno, ma lingua, marchio di zecca e tiratura cambiano paese per paese.
Un difetto di lavorazione - rotazione sbagliata, doppia battuta, tondello errato. Non è la stessa moneta: vale per il difetto, e il catalogo non lo mescola con le quotazioni del pezzo regolare.
Confezione mai aperta, con il sigillo originale intatto. Su coincard e cofanetti è buona parte del prezzo: una volta aperta, quel premio non torna.